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NATALE A NOLA 2007
“LA VIA DEI PRESEPI”
VIAGGIO INTERATTIVO NELLA MAGIA DELLA NATIVITA’
VIA SAN FELICE – SABATO15 DICEMBRE – ORE 18:00
DIR. ART. ASS. CULT. “PETER PAN PARTENOPEO”
La strada vista come un percorso di vita, il percorso che Quella notte fecero i pastori, tra cento avversità atmosferiche e spirituali, tra mille ostacoli fuori e dentro di se.
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.1° stand:musiche classiche natalizie con zampognari. Il Bene. L'immagine simbolica principale del presepe è la Natività ed a questa si aggiunge quella del Viaggio, che indica la periodica necessità di un mutamento di stato. Il viaggio dei pastori ha la struttura di una iniziazione e comprende e unifica nel suo percorso un complesso di simboli arcaici sempre presenti nel presepe: la grotta, la montagna, l'acqua, il fuoco, il pozzo, il ponte, la fontana, il forno, la scala, il mulino, l'abitato. Quasi tutti questi luoghi sono antichissimi simboli di religiosità arcaica. Indicano il passaggio dai vivi ai morti (la grotta, il pozzo, il ponte, il fiume, la scala); i luoghi dell'epifania divina (la grotta, la montagna), il tramite dall'indistinto al distinto, dal caos alla cultura (l'acqua, il ponte, il mulino), la continua lotta per salvare la cultura dall'attacco della natura, ostile pur se fruttifera (l'abitato, la grotta, le recinzioni).
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2° stand: recitazione con artisti di strada. Il Male. Soprattutto la grotta è centrale nel simbolismo del presepe. Essa, in quanto tramite precipuo del rapporto tra vivi e morti ha anche valenze pericolose, che appunto Gesù riesce ad eliminare. Nel Vangelo apocrifo Pseudo-Matteo, si racconta: "Giunti ad una grotta, decisero di riposare sotto di essa, e Maria scese dalla giumenta e si sedette, tenendo in grembo Gesù. Ora c'erano tre ragazzi che facevano il viaggio con Giuseppe e una ragazza con Maria. Ed ecco all'improvviso uscirono dalla grotta molti draghi, vedendo i quali i ragazzi si misero a gridare per il grande spavento. Allora Gesù, sceso dal grembo di sua madre, si fermò ritto in piedi di fronte ai draghi, e quelli lo adorarono, e dopo averlo adorato si allontanarono da loro".
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3° stand: mostra di presepi. La Vita. La grotta dunque è anche la porta degli Inferi, dell'indifferenziato, del mostruoso. E' significativo che secondo la tradizione popolare chi nasce la notte di Natale è un lupo mannaro. In un momento gravido di incertezze, nella "pausa cosmica" della notte in cui finisce il vecchio ciclo dell'anno e inizia il nuovo, la grotta, passaggio dal sotto al sopra, è spalancata. Ma solo il Bambino divino deve uscire per favorire il tranquillo passaggio del ciclo: chiunque esca con lui è un mostro, appunto un lupo mannaro. Il tempo viene rappresentato con gli effetti di luce nei presepi mobili, che alternano il buio della notte, quando tutti i movimenti dei pastori sono bloccati, alla luce del giorno, che fa riprendere il ritmo del movimento. Queste rappresentazioni del tempo evocano l'incessante ripetizione del ciclo dell'anno e del tempo quotidiano e con questo il ciclo morte-resurrezione che è in esso simboleggiato.
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Nel presepe è contenuta una potente immagine mitica, che esprime il reciproco della creazione divina, umanizzato e affidato alle mani esperte e sapienti degli artigiani dell'argilla, della ceramica, della terra che si cuoce. Ciò che Dio dà è anche ciò che gli viene dato, il mondo da lui posto è anche il mondo che lo pone. Il presepe è innanzitutto un asse di coincidenza tra il divino e l'umano, di messa in comune, tra l'atto creativo e la sua mimesi.
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E quale colonna sonora migliore di quella che San Alfonso dei Liguori compose presso il Seminario Vescovile di Nola: Quanno nascette ninno, conosciuta in tutto il mondo come Tu scendi dalle stelle.
http://video.libero.it/app/play?id=69b4256fd5dfe5a3e6a1a369abb3673d.
Link per approfondimenti ...
Data: 10/12/2007 N° Letture: 1582 Dalla sezione: Spettacolo
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