COSA C’E’ DIETRO "LO SGUARDO DI ULISSE"

 

Squadra che vince non si cambia, schema vincente resta immutato.

Questo si sono detti gli operatori del "sig. Bloom", l’associazione culturale più originale in fatto di proposte musicali, che da anni ormai porta avanti a Napoli un discorso rigoroso e suggestivo, fatto di incontri con i paesi più lontani e meno allineati che esistano, invitando artisti che altrimenti mai i napoletani avrebbero potuto applaudire.

E lo stesso deve aver pensato il comune di Napoli, che ha permesso loro, ancora una volta, di organizzare una magnifica rassegna estiva sugli spalti del Maschio Angioino, durata un mese e mezzo, dall’inizio di Luglio, "Lo Sguardo di Ulisse", un intreccio fitto, continuo, di musica, cinema, un po’ di teatro e selezioni musicali notturne assolutamente fuori dai canoni.

Come il sig. Bloom, il protagonista di uno dei romanzi più innovativi della letteratura del novecento ("Ulisse", appunto, di James Joyce), la rassegna si proponeva di scandagliare territori poco battuti commercialmente, invitando tra gli altri artisti come il menestrello del folk urbano inglese Billy Bragg (il giorno, peraltro, dell’uccisione del giovane Carlo Giuliani a Genova), Matteo Salvatore, cantastorie di un’altra epoca, di un’altra musica, di un’altra concezione della vita (dalla parte degli umiliati&offesi) oppure gli ex-componenti dei C.S.I., impegnati in un concerto di rara suggestione.

Basterebbe citare solo questi per dare il segno dell’impegno e della volontà di questo gruppo di operatori che ha fatto dell’offerta variegata il suo segno distintivo.

Da non dimenticare, poi, il concerto degli Almamegretta, in tour col loro nuovo album, "Imaginaria", e in collaborazione con la rassegna "Latin Jam", al porto di Napoli, il concerto di Gilberto Gil e Milton Nascimento, artisti brasiliani mai sentiti prima insieme.

Ma uno dei momenti più emozionanti è stata la performance di Peppe Lanzetta con i ragazzi del Bronx napoletano, come è stato ribattezzato un manipolo di giovani impegnati in un lungo laboratorio teatral - musicale curato da Lanzetta stesso nella periferia difficile ed emarginante di Secondigliano. In "This is not America", sbrindellato, senza regia, ma carico, zeppo di vibrazioni, Lanzetta prosegue imperterrito a raccontare dell’umanità dolente delle periferie sconfitte e perse, facendolo nell’unico modo che conosce: l’urlo indignato.

Una rassegna, questa de "Lo Sguardo di Ulisse", sempre più viva e presente, un punto di riferimento per chi vuole conoscere culture lontane ed artisti importanti ma poco conosciuti.

Giovanni Meola

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