Speciale“Centri Commerciali”.

Ancora una volta la nostra Afragola, improvvisamente diviene terra di sviluppo, una area a nord di Napoli che fa “gola” ad imprese ed imprenditori “d’altre terre”.

Si è parlato in passato di  grandi parchi giochi e di attrazioni, poi di treni ed ospedali, poi si sono visti grandi centri commerciali ed ora ancora si parla di costruirne degli altri.

Afragola come ogni comune del “mezzogiorno”, ha bisogno di crescere e svilupparsi ma ... con criteri certi e ragionevoli.

Afragola ha bisogno di lavoro per i giovani, di infrastrutture e tanto altro .. non solo di grandi centri e poi grandi disagi in tutti i settori; avete pensato al traffico cittadino come andrà in “tilt” dopo l’apertura della TAV, Ospedale, e tutti gli altri Centri commerciali.

Non fraintendetemi, non voglio dire che lo sviluppo non deve esserci, ma ci vogliono criteri e regole chiare dall’inizio... non vorrei che per crescere si cresca male; questa città deve ancora dare risposte chiare in merito al piano regolatore, il rischio è che si voglia fare tutto, anche cose buone, ma senza pianificazione, tanti interventi a pioggia su un territorio che ha bisogno di certezze per il suo futuro ed il suo sviluppo.

Lo sviluppo si, ma solo se ragionato, può essere veramente produttivo!!!

Non potremmo aspettare ed avere prima un ottimo piano regolatore, invece di doverne fare uno a misura di “cose già fatte”?

La risposta che i giovani si aspettano da chi sta realizzando queste strutture, e da chi le sta approvando, è in termini di occupazione; quanto portano queste strutture in termini di occupazione ad Afragola? Lo sviluppo deve essere per chi questa città la vive, e non per chi la viene a “colonizzare” e basta.

Allora la nostra risposta alla domanda se creare o meno dei centri commerciali o quant’altro, può essere anche positiva, perché “tra il poco e niente,  è sempre meglio poco”, ma facciamolo guardando all’esclusivo interesse della città e di chi ci abita.

Salvatore Iavarone

Abbiamo intervistato sul tema dell’apertura dei Centri Commerciali il Sindaco Santo Salzano, l’On. Domenico Tuccillo, l’On. Vincenzo Nespoli ed in fine Giuseppe De Lucia presidente della Confesercenti di Afragola.

 

·      Il sindaco dott. Santo Salzano:

Sulla questione dei centri commerciali cosa ci può dire di nuovo?

La questione dei Centri commerciali è andata, ora va organizzato bene il tutto. Noi ci siamo posti di fronte in modo corretto rispetto a questo problema, che non parte da noi, ma dal commissario Caccia Perugini.

Noi abbiamo inteso prima ancora che entrare nel merito della questione, capire se era un bene per la città anche con costi e sacrifici per ipotesi di sviluppo di tipo diversificato, a fronte di questo, abbiamo ritenuto di sostenere questo progetto  per i nomi che sono in campo e per l’occupazione e per il connubio tra le imprese e la città, e per le infrastrutture che saranno create.

Noi in un discorso generale abbiamo pensato che questo fosse positivo, anche dovendo trovare momenti aspri in maggioranza e in consiglio comunale.

Prima del suo arrivo come pensa sia stata gestita la questione Centri commerciali?

È un discorso del privato  che interviene perché deve fare suo tornaconto.

Allora quando c’era il commissario,  la Regione si accingeva a fare il piano commerciale regionale e metteva a disposizione migliaia di metri quadrati e c’erano ad Afragola le condizioni di zona F che avevano dato vita all’Ipercoop, e per la presenza di vie di comunicazione importanti come l’autostrada e l’asse mediano, il nostro territorio è stato ritenuto valido.

Diverso è stato il nostro approccio che è partito da ciò che era già avvenuto, ed è stato un giudizio che ha subito l’influenza dal fatto che le imprese che ne faranno parte, portano ad Afragola prestigio e lavoro, e non solo tolgono qualcosa alla città.

 

·      On. Domenico Tuccillo:

Sono una realizzazione che l’amministrazione Salzano ha portato a compimento, recentemente, con una conferenza dei servizi cui hanno partecipato tutti i soggetti attori del progetto. Ma l’intera operazione è stata avviata e sostanzialmente conclusa dal Commissario Arturo Caccia Perugini. Il sindaco e l’attuale coalizione di governo della città hanno però corretto alcune impostazioni date dall’amministrazione straordinaria specie per quanto riguarda la mobilità intorno ai centri commerciali e  l’impatto ambientale. Queste correzioni, per la verità, potevano essere segnalate dalle forze politiche già durante l’amministrazione commissariale, ma nessuna lo fece. In particolare non lo fece la destra, che pure molto criticò il commissario. Questo significa, evidentemente, che la destra afragolese, dopo aver molto urlato e denunciato all’indirizzo del commissario, ha molto apprezzato la scelta più qualificante compiuta da Caccia Perugini, e questo è un fatto che mi preme sottolineare. Nel merito della vicenda, invece, ritengo che sia comunque motivo di soddisfazione l’arrivo in città di centri come Ikea; strutture commerciali molto importanti che qualificano il territorio e creano opportunità occupazionali, dirette ed indirette, sia per Afragola che per l’intera area a nord di Napoli. Insomma questi centri commerciali sono un fatto positivo, ma occorre, come ha opportunamente sottolineato Vittorio Mazzone, che siano inseriti in una chiara strategia di sviluppo del territorio

Occorre cioè a mio parere che il Centro sinistra, l’amministrazione e il sindaco chiariscano meglio a sé stessi e alla città, le prospettive e le idee-cardine del proprio progetto di sviluppo per il territorio. In questo senso occorre sapere che ci stiamo giocando una partita decisiva per Afragola, le opportunità sono molte, il territorio è disponibile ma occorrono delle idee guida e delle sfide da lanciare.

 

 

·      On. Vincenzo Nespoli:

io anche nel mio intervento nell’ultimo consiglio comunale allargato ho detto che mi preoccupo di verificare se ci sono alternative, ma dato che non ci sono, di fronte alla possibilità di investimenti e lavoro penso che nessun possa tirarsi indietro a questa prospettiva reale di sviluppo.

Nel merito mi sembra che gli atti assunti dal commissario prefettizio erano a pennello per questo intervento e non consentono di dare questa possibilità per altri soggetti,  per fare una iniziativa analoga.

 

·      Giuseppe De Lucia Presidente Confesercenti di Afragola.

C’è una sostanziale differenza tra l’ipercoop e le nuove cinque strutture che nasceranno sul territorio, in quanto esse sono monotematiche e senza gallerie commerciali.

 E dunque, l’impatto che si avrà con l’apertura di queste cinque strutture sarà diverso da quello che abbiamo avuto dopo l’apertura dell’Ipercoop, che fu certamente traumatico.

Noi pensiamo che la convivenza tra grossa e piccola distribuzione può esistere purché vi sia la possibilità di far continuare ad esistere anche la distribuzione presente in città; la preoccupazione è che chi viene in città si fermi alla periferia, dove trova questi centri e non entri in città, l’idea è di creare qualcosa che porti dunque anche chi viene in città a raggiungere il centro.

Con l’ipercoop si parlò di fornitura di beni e prodotti tipici locali, lo stesso si potrebbe oggi fare con questi centri.

Il momento occupazionale sarà bilanciato dalla perdita di occupazione di artigiani locali noi comunque non abbiamo avuto proteste da parte degli artigiani locali.

Vorremmo che in quell’area destinata a grosse e medie strutture si possa conservare una fetta di spazio per i piccoli commercianti di Afragola che intendono investire e crescere, dare la possibilità ad un numero di commercianti Afragolesi che possono unirsi in cooperative o consorzi.

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