E ADESSO LA PUBBLICITA’

Berlusconi continua a farsi propaganda fasulla

Tutti abbiamo notato nelle scorse settimane far bella mostra di sé per le strade afragolesi i manifesti recanti lo stemma di Forza Italia con messaggi propagandistici circa i presunti successi di governo. Uno di questi esaltava il mantenimento delle promesse di Berlusconi circa l’innalzamento delle pensioni minime ad 1 milione di lire.

Ciò sembra innanzitutto rientrare pienamente in quella logica puramente propagandistica a cui il cavaliere ci ha ormai abituati sin dalla campagna elettorale delle ultime politiche, dove le proprie apparizioni televisive, le affissioni, gli spot, il famoso opuscolo inviato a casa degli italiani e tutti gli altri mezzi pubblicitari di cui si è servito, rientranti nei noti 1000 miliardi consuntivati per la propria campagna, tutto rappresentava un mero disegno di puro accrescimento di immagine ma privo di contenuti, nel pieno rispetto delle sue più azzeccate campagne pubblicitarie aziendali. Ebbene dunque, il disegno non finiva lì. Sempre in campagna elettorale, in una delle sue tante farse acchiappavoti, Berlusconi sottoscriveva un contrattino con gli italiani nel corso di un teatrino compiacente che gli consentiva per l’ennesima volta di prendere in giro ancora un po’ di persone. Su quel foglio di carta uno dei punti su cui il nostro presidente giocherellone focalizzava la propria attenzione era l’incremento delle pensioni minime ad 1 milione di lire. A ciò non aggiungeva altro, veramente un colpo sensazionale. Sono seguiti i famosi 100 giorni di governo tra altre farse e gaffe degne delle migliori esibizioni di fantozziana memoria (non sono mai state inventate tante barzellette sul Presidente del Consiglio come in questo periodo) e ciò a cui Berlusconi sembra tenere di più è mostrare a tutti i costi, da megalomane egocentrico, che lui i patti con gli italiani li rispetta. E per fare ciò ricorre esattamente alle stesse tecniche di convincimento, assolutamente ingannevoli, a cui è abituato. In effetti la preoccupazione di molti era proprio questa, cioè che Berlusconi, tenutario delle menti più geniali in quanto a tecniche di comunicazione aziendale, tentasse proprio con questi strumenti di cercare di convincere gli italiani che di quel contratto sottoscritto in diretta televisiva lui alla fine avrebbe rispettato tutti i punti, quando invece così in realtà non è.

Ebbene sì, non è vero che il governo ha innalzato il livello minimo delle pensioni ad 1 milione.

Basta masticare un po’ di Internet e navigare nel sito dell’Inps per dare un’occhiata alle statistiche ed accorgersi immediatamente che quel punto sottoscritto da Berlusconi non è stato rispettato.

Il ministro Maroni ha detto che nella Finanziaria del 2002 saranno stanziati 4.200 miliardi per l’innalzamento del minimo pensionistico ad 1 milione per quei pensionati, badate bene, solo per quei pensionati con età superiore ai 70 anni e con reddito inferiore ai 13 milioni circa. I beneficiari del provvedimento saranno, secondo Maroni, 2 milioni e mezzo di persone.

Primo punto, questo, che fa crollare il mantenimento della promessa di Berlusconi: i pensionati in Italia sono oltre 15 milioni, di cui circa 9 milioni con una pensione al di sotto di 1 milione di lire. Francamente a me sembrano un po’ pochi 2,5 milioni di persone contro i 9 milioni di bisognosi. E’ vero, Tremonti ha detto che è meglio accontentare quei 2 milioni e mezzo che non accontentarne nessuno, ma francamente anche questa ci sembra una gaffe, questa volta degna del miglior Catalano.

Berlusconi in quel contratto non aveva scritto che di 9 milioni di pensionati ne avrebbe accontentati solo 2 e mezzo. Di conseguenza per me Berlusconi non ha mantenuto quella promessa.

Secondo punto che aggrava ancora una volta la posizione del governo: i 4.200 miliardi divisi per i 2,5 milioni di pensionati vuol dire all’incirca in media un aumento di poco più di 100.000 £ al mese per i pensionati fra i 70 e i 79 anni e quasi 200.000 £ per quelli ultraottantenni (saranno meno di un milione questi ultimi che ne beneficeranno). Controllando la media degli aumenti delle pensioni degli ultimi anni non sembra che questo aumento sia poi tanto eclatante da giustificare addirittura una campagna pubblicitaria per esaltare il risultato raggiunto.

Dunque i vecchietti che vedremo più contenti l’anno venturo saranno giusto quel 5% dell’universo dei pensionati che potranno beneficiare di un cospicuo aumento (200.000 £ al mese circa). A me sembra un po’ pochi, e a voi? E poi non sembra proprio quello che Berlusconi aveva promesso in campagna elettorale, perché adesso si vanta invece di aver mantenuto la promessa?

Fuori uno, aspettiamo di disattendere le altre false promesse di un uomo che, lo sapevamo, ha costruito una vittoria elettorale su un castello di sabbia fatto solo di futile immagine e di scarsa efficienza di governo.

Lucio Iavarone
Capo Redattore

Torna all'indice di questo numero