“PREMIO TROISI : CORTOMETRAGGI E SUPER-OSPITI”

 

Nell’invitante cornice di Villa Bruno, anche quest’anno, per il sesto anno consecutivo, l’amministrazione comunale di San Giorgio a Cremano (direzione artistica di Giulio Baffi) ha dato vita al ‘Premio Troisi-osservatorio sulla comicità, il concorso nazionale per cortometraggi comici, unico nel genere nel panorama dei tanti concorsi per videomaker sparsi per lo stivale. Quest’edizione, caratterizzata dalla presenza di prestigiosi ospiti, ha aumentato il numero delle categorie competitive : la gara per l’attore comico emergente ha premiato il trio di Potenza ‘La Ricotta’, emuli di Aldo, Giovanni &Giacomo ; quella relativa alla migliore scrittura comica ha visto prevalere un’opera alquanto bizzarra, una sorta di dizionario/decalogo comico, In principio era il verbo poi vennero il soggetto e il complemento, di Pino Imperatore, tentativo di coniugare il parlato comune ,con i suoi modi di dire, i suoi proverbi, i suoi involontari spropositi, con la comicità e il sorriso. Il premio per il miglior cortometraggio comico è stato assegnato ex-aequo a Maurizio Fei, con ‘UNO SU SEICENTO MILIONI’, divertente freddura giocata sull’intima convinzione del protagonista di vincere al superenalotto (con, appunto, una sola possibilità vincente su 600 milioni circa di combinazioni),ma destinato a rimanere vittima, purtroppo per lui, di un’altra, ben più grave e macabra combinazione, e ad ‘INTERNETRAPPOLA’ di Rino Palomba e Gianni D’Ambrosio, con Giovanni Esposito nella parte di un Internet-dipendente risucchiato dal mostro telematico e fatto risputare fuori da un Carlo Massarini guest-star, censore bonario ed ironico. Da segnalare il corto d’animazione ‘Looking Death Window’,di Alessandro Rak,  Misoginia’ di Ettore Massa e ‘La Frittatina’ di Marcello Gori, già vincitore addirittura delle prime due edizioni del premio.  Tuttavia, l’edizione di quest’anno resterà nella memoria, forse, più che per i concorsi (quello per i cortometraggi, in effetti la vera spina dorsale della manifestazione, meriterebbe oggettivamente ben altro spazio),per le partecipazioni di due mostri sacri del mondo dello spettacolo : Renzo Arbore (prima a commemorare il suo amico Massimo Troisi, con Lello Arena e l’ausilio di vari contributi filmati, poi con la sua Orchestra Italiana) e Beppe Grillo. ARBORE, con la consueta, goliardica, maniera di proporre classici napoletani e canzoni tipicamente estive, da villaggio, diverte ed intrattiene il numeroso pubblico ; il repertorio presenta arrangiamenti fin troppo ‘facili’, orecchiabili, ma la qualità resta garantita dall’ottimo assemblaggio dei componenti dell’Orchestra. BEPPE GRILLO, invece, da par suo, disegna un’iperbolica performance, fustigando e provocando un pubblico in fondo masochista, che gode ad essere attaccato e ridicolizzato. Con la sua solita verve aggressiva, ma anche e soprattutto con la forza degli argomenti, Grillo contesta a modo suo la cosiddetta globalizzazione, invitando chi l’ascolta a essere più attento e razionale, più critico e meno superficiale nella valutazione delle cose. I suoi attacchi alle multinazionali, e a questo governo, graffianti e irriverenti, sono del resto quello che (in forme simili e con obiettivi di volta in volta poco diversi) lui ha sempre fatto da anni, da quando cioè la televisione lo ha esiliato costringendolo al contatto diretto col pubblico dal vivo, che paga biglietti costosissimi pur di spellarsi le mani per vederlo inveire e moralizzare davanti ai propri occhi. Da segnalare la presentazione di un cortometraggio dedicato alla grande Concetta Barra, realizzato daLamberto Lambertini, regista di uno spettacolo teatrale che le cattive condizioni di salute della grande attrice impedirono di realizzare. Una grande lezione di teatro e di umanità. Come quella di Massimo Troisi, in fondo.

GIOVANNI MEOLA

 

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