STATO DI AGITAZIONE SINDACALE

Oggetto: Proclamazione stato di agitazione – avvio procedure legge 146/90 e successive modificazioni. Le scriventi Segreterie aziendali, rilevato che: sono ormai mesi che non si attivano idonee relazioni sindacali, disattendendo le reiterate richieste, sollecitazioni e diffide delle strutture sindacali, aziendali e territoriali, per l’applicazione nell’anno 2001 degli istituti contrattuali del rischio e dell’indennità prevista dall’art.17 lettera f) del CCNL dell’1/4/1999, concordati in contrattazione collettiva decentrata integrativa e per recuperare, inoltre, con l’attivazione di corrette relazioni sindacali, decisioni dirigenziali unilaterali non coerenti, difformi e in contrasto agli accordi contrattuali collettivi nazionali e integrativi aziendali, nonché per l’attivazione del tavolo negoziale previsto dal CCNL del 5/10/2001; sono stati disattesi gli accordi di concertazione per l’applicazione dei criteri per il conferimento delle posizioni organizzative ed all’individuazione delle stesse, nonché vengono disattese istanze di lavoratori sulla problematica omettendo le dovute chiarificazioni e risposte; più volte sollecitato, non si da corso alla modifica dell’orario di lavoro in conformità alle clausole contrattuali e alla legislazione vigente per una migliore erogazione dei servizi all’utenza e per il riconoscimento dei buoni pasto su cinque giorni a settimana; non si avvia un serio programma di formazione e aggiornamento del personale, lasciando inutilizzate le risorse economiche a ciò destinate dalla contrattazione nazionale; sono stati conferiti incarichi a personale esterno e interno in violazione delle clausole contrattuali e legislative, omettendo le dovute relazioni sindacali; alla precarietà dell’assetto organizzativo della macchina comunale si aggiunge altra precarietà. Alla carenza in organico della dirigenza (quasi totale) ed annosa del personale dei livelli non viene data alcuna risposta coerente con il dettato contrattuale e normativo, disattendendo, altresì, irresponsabilmente e ingiustificatamente ogni accordo di riassetto organico del personale definito in sede di concertazione a seguito dell’approvazione della dotazione organica in data 24/12/1999 per la riqualificazione professionale del personale (l’Ente è sott’organico del 30% e manca la verifica dei carichi distributivi di lavoro, nonché la non coerente utilizzazione e collocazione del personale rispetto al modello organizzativo); gli uffici, i locali comunali e i relativi servizi non sono idonei ad ospitare il personale dipendente e l’utenza perché carenti di ogni elemento di conformità alle vigenti norme sulla sicurezza e sull’abbattimento delle barriere architettoniche, come, tra l’altro, già accertato e sanzionato da qualche anno dagli organi ispettivi competenti, a cui non si da seguito; si ricorre con notevole frequenza ad incarichi esterni di consulenza e di prorogatio di quelli in itinere, senza che siano analizzati costi e benefici, con notevole aggravio per le casse comunali, esautorando i compiti e i ruoli istituzionali del personale dipendente preposto a tali funzioni, adducendo futili e pretestuosi motivi, cha hanno generato demotivazione e sfiducia tra il personale e che non hanno nulla a che vedere con l’azione di economicità, efficacia ed efficienza amministrativa e di miglioramento dei servizi erogati all’utenza. Per tali iniziative, purtroppo, non sono state mai attivate le relazioni sindacali, seppellendo ancora una volta la politica della concertazione affermata con gli accordi del luglio 1993, dicembre 1998 e dalle clausole contrattuali, che hanno consentito l’ingresso dell’Italia in Europa; la carenza del personale dirigente (solo due unità in servizio) rende ormai difficile l’individuazione del soggetto negoziale di parte pubblica, con notevoli conseguenze sul modello delle relazioni sindacali che è ormai da mesi ingessato, senza che siano fornite peraltro adeguate risposte per la risoluzione del gap. Le scadenze contrattuali incombono con obbligo per le amministrazioni di attendere ai doveri contrattuali. Vanno riattivate tutte le procedure di selezione avviate ed inspiegabilmente ed irresponsabilmente sospese; tali inadempienze comportano violazioni di clausole contrattuali e di norme vigenti e si configurano palesi comportamenti antisindacali, inoltre pregiudicano il diritto soggettivo di molti lavoratori, PROCLAMANO lo stato di agitazione del personale dipendente e vengono attivate azioni di mobilitazione e di protesta, che avranno la seguente articolazione: indizione dell’assemblea dei lavoratori per il giorno 17/01/2002 dalle ore 10,00 alle ore 12,00, nei locali della Casa comunale e si richiede l’uso della Sala consiliare; due ore di sciopero per ogni turno di lavoro da effettuare entro la prima decade di febbraio 2002 e previa attivazione delle procedure di componimento dei conflitti previste dalla contrattazione collettiva nazionale e dalla legge 146/90 e successive modificazioni, di cui si richiede l’avvio; blocco di tutte le prestazioni di lavoro straordinario, legate anche al Censimento, escluse le attività di emergenza ed in reperibilità; sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle autorità competenti, a mezzo servizio stampa e canali istituzionali.

Le Segreterie aziendali di CGIL FP – CISL FPS – UIL FPL daranno corso anche ad ogni azione di tutela giurisdizionale, per le violazioni contrattuali e di legge, di cui si è resa responsabile l’Amministrazione comunale e la dirigenza.

Afragola, 09/01/02                             CGIL F.P.   CISL FPS   UIL FPL   SEGRETERIE AZIENDALI   COMUNE DI AFRAGOLA

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