I NEGRI” di Genet: i conflitti infiniti
 

Con un ritmo a tratti frenetico, a volte esagitato, solo a  momenti compassato, il grande sabba de ‘I NEGRI’, testo scandalo del grande autore francese Jean Genet, è stato portato in scena dal regista di origine stabiese Antonio Latella al Teatro Nuovo a Napoli ,ai piedi di quei quartieri spagnoli metafora tipica dello scollamento tra la realtà auspicata dai sociologismi  progressisti, e una sua copia-simulacro contraddittoria e contraddetta.

La vicenda narrata dal testo risulta essere un pretesto per urlare la propria rabbia verso i razzismi e le segregazioni d’ogni tempo, ma inveendo più che illustrando.

Un negro è accusato di aver ucciso una donna bianca e viene sottoposto al giudizio di una giuria "bianca", composta dalla regina, dal suo valletto, dal governatore, dal giudice e dal missionario (e le figure scelte a rappresentare i poteri forti della razza padrona non sono casuali, rappresentando i classici colonialismi vandalici e corrotti di storica memoria, ma anche quelli attuali, più subdoli e trans-nazionali). La particolarità di questo intreccio risulta però essere che la giuria di bianchi è in realtà interpretata a sua volta da negri; quel che vuol significare cioè della profondissima presa di coscienza, da parte dei gruppi razziali vessati e ghettizzati di ogni tempo, dell’impossibilità di un giudizio obiettivo da parte di chi detiene il potere. O forse un urlo di disperato sarcasmo o di disarmante e umanissima animalità.

Tutto questo, nella congerie di segni e rimandi, viene reso con veemenza ed energia da parte dei sedici interpreti in scena, guidati dal regista sulla strada appunto della accumulazione ed intersecazione dei segni, nelle intense due ore e mezzo di spettacolo, che ne determinano i momenti di ricchezza ed intelligenza espressiva come, talora, una ricerca troppo esasperata dell’effetto. Ma si trattava di una prima nazionale : quando il motore darà stato rodato,

probabilmente, lo spettacolo vivrà il suo respiro con fluidità, mostrando il grido disperato e disperante di chi vuole urlare ‘siamo tutti negri !’. Non per niente, ovviamente, gli attori neri in scena erano appena due.

GIOVANNI MEOLA

 

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