LA CANTATA DEI PASTORI,come eterna favola che si rinovella
 

Un ex-deposito svuotato del suo carico di viscere morte e restituito alla dignità di contenitore di vite e di gesti,perché il teatro è un ospite che riesce ad essere accolto in situazioni limite, purché gli si regali un pubblico.

Il ‘TEATRO INSTABILE’ è l’ultimo arrivato in ordine di tempo sulla scena sempre più asfittica ed omologata dei piccoli spazi teatrali napoletani. Per l’esattezza il ‘Tin’ si trova in un vico di via Tribunali a Napoli ed è sotto il livello stradale. Recuperarlo e destinarlo al teatro, nelle sue varie forme, è merito di Michele Del Grosso, regista anche dello spettacolo di debutto dello spazio, RAZZULLO e SARCHIAPONE sotto ‘o tendone’.

Lo spazio, circolare e attrezzato sfruttando le diverse volte da cui è formato, regala la possibilità di allestimenti non tradizionali, come in questo caso : acrobati sospesi in alto su sedie bloccate nel vuoto, trapezi, una botola centrale ampia e profonda, il retro degli archi a fungere da uscite di scena, ma visibili e vivibili dal pubblico stesso.

Tutto questo per una riscrittura intelligente e divertente della favola per eccellenza del teatro tradizionale partenopeo, la cantata dei pastori.

A partire da Perrucci, per passare a Viviani, per poi approdare alla modernità di Ruccello e del maestro De Simone, la storia di questi due guitti del popolo, Razzullo e Sarchiapone, che incontrano sulla loro strada di fame e di fuga, il diavolo (un diavolo che è davvero un povero diavolo !),la Madonna e San Giuseppe, oltre alla crudele innocenza di un giovane pastorello e ad altri personaggi più o meno strambi, ha fatto divertire generazioni intere di spettatori.

Portata al successo in anni non lontani dalla splendida accoppiata formata da Peppe e Concetta Barra, in questa occasione, grazie al connubio con acrobazie e trucchi di stampo circense,lo spettacolo condensa il meglio di tutte queste scritture, presentando perdipiù una coppia di attori abilissima a giostrare su ritmi elevati e mimica efficace : Antonella Monetti e Salvatore Misticone giocano con i loro personaggi e col pubblico, divertendosi e ovviamente divertendo. Può talvolta capitare che la magia del teatro si sprigioni anche in spazi tutt’altro che rassicuranti e confortanti, grazie all’impegno e alla dedizione di un manipolo (circa una dozzina in scena) di attori.

Giovanni Meola

 

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