"IACCHETTI A CONFRONTO CON WOODY ALLEN"

Impresa titanica e tutto sommato non necessaria, quella di misurarsi con un autore tanto gradito, quanto lontano dalla nostra intima realtà socio-intellettuale, come Woody Allen.

Allen, autore, regista e interprete di se stesso, apprezzato soprattutto nella colta Europa, piuttosto che nei rozzi Stati Uniti, ha sempre realizzato opere marchiate da un profondo senso di appartenenza al suo mondo, intriso di un umorismo di stampo ebraico sottile ed autolesionista, capace di sottolineare i ridicoli comportamenti di certa alta o media borghesia, stressata dai suoi stessi riti.

Ebbene, "PROVACI ANCORA, SAM", una delle sue prime commedie per il teatro (tradotta poi al cinema per la regia di Herbert Ross, ma con le geniali interpretazioni dello stesso Allen e dell'allora sua compagna, Diane Keaton),sintetizza tutto questo, grazie ad una abilità nei dialoghi e nello snodo dell'intreccio divenuti a tutt'oggi proverbiali.

Felix, un critico cinematografico, complessato e stressato, appena lasciato dalla moglie Nancy, si innamora, ricambiato, della moglie del suo miglior amico, spinto in tutte le sue azioni dal fantasma onirico di un Humphrey Bogart assunto a modello di comportamento.

Ma all'interno di una trama tutto sommato semplice e scontata, trionfa il gusto di un umorismo acre e puntuale nello stigmatizzare i tic e le manie del middle-upper class newyorchese fine anni '60.

Enzo Iacchetti, personaggio a tutti noto per le sue frequentissime apparizioni televisive, ha temerariamente deciso di tornare al teatro dopo diverso tempo, confrontandosi proprio con questo testo ; il rischio di una inopportuna copia dell'originale era il primo errore da evitare e in questo il buon Enzino ha avuto partita facile. Creandosi un campionario di tic e gesti ripetuti del tutto originali ha allontanato da sé lo spettro di Allen; tuttavia la recitazione falsamente stilizzata degli altri componenti il cast e una poco incisiva regia (di Massimo Navone),hanno penalizzato l'esperimento in scena al Teatro CILEA di Napoli, nonostante la capacità di Iacchetti di far ridere e sorridere in diversi punti della piece grazie alla sua naturale verve comica svagata e surreale.

GIOVANNI MEOLA

 

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