EUGENIO BARBA A NAPOLI, ALLA GALLERIA TOLEDO”

Per chi fa teatro, per chi è appassionato di teatro e per chi studia teatro, il nome di EUGENIO BARBA evoca molteplici cose : innanzitutto una storia di longevità artistica e di ricerca indefessa che lo ha portato a fondare e dirigere il gruppo di teatro di più antica militanza nel mondo, l'ODIN TEATRET, con sede a Hostelbro in Danimarca.  E poi la sua opera di studio sui comportamenti pre-espressivi, su tutto ciò che compone il bagaglio che ciascun facitore teatrale deve assumere e sapere di sé prima di rivolgersi al terminale naturale di ogni cosa che voglia definirsi teatro, il pubblico.  Eh, già, perché Barba, a differenza di chi propugnava l'happening, o di chi prescindeva dalla presenza di un pubblico o di chi ancora è riuscito a farsi accettare dall'establishment culturale mediante un abile opera di degni compromessi, ha sempre ritenuto che la vera natura del suo teatro fosse quella della realizzazione di 'uno spettacolo' da mostrare ad 'un pubblico'. Può sembrare una banalità, ma è probabilmente il fondamento di tutto un certo tipo di teatro oggi esistente e pulsante e che guarda a Barba come ad una sorta di guru, di guida.  La natura stessa del progetto 'ODIN', multinazionale, multiculturale, aperto alle influenze delle tradizioni altre (soprattutto quelle orientali, ma anche quelle sudamericane),sintetizza bene la visione di Barba e del suo teatro : la necessità di trasferirsi in Danimarca dalla Norvegia (dove aveva fondato il gruppo),lo costrinse a piegare le sue suggestioni ad un teatro meno parlato e più agito, meno legato alla verbalità e più votato alla ricerca e all'invenzione costante di espressioni di tipo corporeo o gestuale. E così, come spesso capita, dalla necessità è nato uno stile, o comunque una strada da poter seguire, che ancora oggi, a 38 anni di distanza, avvince e convince.

Giovanni Meola

 

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