'OPERA GENET' al TEATRO NUOVO

 

Per tutto il mese di Ottobre, il Teatro Nuovo a Napoli, ospita spettacoli, mostre, seminari e film legati alla figura del grande autore francese Jean Genet.  Artista difficile, con una storia personale devastante (dall'orfanotrofio, al girovagare per prigioni),morto nel 1986,Genet ha scritto opere teatrali forti, crude, crudeli, oggetto di interpretazioni e messinscene diverse.  I tre spettacoli proposti dal Teatro Nuovo portano la firma dello stesso regista, il giovane e rampante Antonio Latella, un passato recente da attore, un presente da 'enfant prodige'.  Le sue regie, non facili né scontate, puntano molto sull'approccio 'fisico', su un teatro dei corpi che tende a superare le parole, facendole aderire il più possibile alle curve e alle anse dei propri attori. Il primo spettacolo proposto, 'Stretta Sorveglianza', dall'apparente esile trama, risulta invece un potente concentrato di umori e violenze dietro le sbarre di una simbolica (ma mica tanto, poi) cella. La messinscena di Latella fonda tutto sul linguaggio del corpo, come detto, mentre il fiume di parole e battute che i personaggi si scambiano risultano una sorta di pretesto per l'intenso e continuato lavorìo degli attori impegnati in una vera e propria 'maratona'. Sì, perché, pur se eccessivo, l'uso del linguaggio corporeo in molte delle sue potenzialità (gli attori fanno di tutto, corsa, marcia, lotta, salti, pugilato),riflette uno dei segni del teatro di Genet, quella folle e inesausta capacità di evidenziare la superficialità dei rapporti (superficialità regolata dalle parole, come è ovvio),lasciando solo ai corpi e alla loro musica il compito di parlare, comunicare davvero.  Date queste premesse, è facile intuire il livello di uno spettacolo difficile, ma coinvolgente.  Gli altri due spettacoli proposti saranno 'I Negri', dal 15 al 20 Ottobre e 'Querelle' dal 24 al 29.

GIOVANNI MEOLA

 

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