La Chiesa di San Marco all’Olmo

Continuum storico, artistico e religioso della più antica chiesa di San Marco in Sylvis,  la chiesa dell’Olmo, posta nella piazzetta omonima al centro del quartiere di Casavicon, fu fondata il  6 Ottobre 1615 dagli abitanti del distretto parrocchiale per la maggiore comodità dei residenti che  trovavano abbastanza disagevole la posizione dell’antica parrocchia. Più che una nuova sede per il culto del Santo Evangelista, la chiesa dell’Olmo, intitolata al  SS. Sacramento, fu per alcuni decenni una sorta di “succursale” di San Marco in Sylvis e solo nel  1668, per ordine del Cardinale Caracciolo, arcivescovo di Napoli, vi fu trasferito il fonte  battesimale e gli altri sacramentili, soppiantando nelle funzioni religiose la primitiva sede, che da  quella data perse gran parte della sua importanza amministrativa, conservando pero’ inalterato il  valore culturale, ancora oggi molto forte. La chiesa seicentesca di stile barocco, in origine si  presentava ad unico ambiente senza alcuna cappella laterale e con semplici altari in muratura  addossati alle pareti. Alla fine dell’ 800 fu ampliata con la creazione sul lato sinistro di quattro  cappelle e di due sagrestie ai lati del presbiterio, ottenute l’accorpamento alla costruzione sacra di  alcune case private. Dell’antico prospetto non resta nulla; in origine e fino ai primi decenni del  nostro secolo era tutto ricoperto di intonaco e mostrava forme barocche. Uno dei sopraporta della  Sala delle Adunanze Consiliari del palazzo comunale di Afragola, dipinto da Augusto Moriani nel  1886, ne riproduce l’aspetto. Ad unico livello con ampio portale centrale, il fronte aveva una  piccola edicoletta ad arco sull’ingresso ed un ampio finestrone trilobato superiore. Un semplice  timpano triangolare chiudeva la composizione e mostrava al centro un piccolo rosoncino  poligonale. Ai lati della porta d’ingresso erano posti due riquadri con affreschi devozionali. Elemento di un certo valore scenografico risultava essere il campanile, posto sul lato destro della  costruzione, a quattro livelli con fornici ad arco e sinuosa e bombata cuspide terminale, secondo lo

schema classico dei campanili del barocco controriformato.   Per le pessime condizioni, nel 1957 quello che ancora restava di questo fronte fu distrutto e al suo  posto, modificando anche le forme delle dimensioni delle aperture, fu realizzato un brutto e piatto  prospetto, ricoperto di mattoncini di klinker; nel 1983 si e’ rifatto il prospetto ancora di intonaco,  secondo forme pseudo classiche che, tuttavia, trovano scarso raccordo con l’aspetto antico. All’interno, che conserva solo parte dell’originaria decorazione, una spaziosa abside rettangolare  chiude la navata. Il primo altare maggiore, in muratura dipinta, fu rivestito di marmi policromi solo  nel 1700 e nel 1897 il parroco L. M. Jazzetta lo fece trasportare nella chiesa della selva, facendo  elevare qui una nuova mensa. Agli inizi del 1960 don Gabriele Laudiero fece eliminare l’altare e la  balaustra in marmi barocchi e sostituì il tutto con un altare mensa di linee moderne, secondo le  nuove disposizioni conciliari. Il muro absidale, ove e’ posta la nicchia con la statua in legno del Santo Titolare, mostrava una tela  con un angelo reggente un ostensorio adorato da San Marco e dai confratelli dell’attiguo aratorio di  Santa Croce. Sui lati vi erano altre due tele, ancora settecentesche, raffiguranti Maria del Carmelo e  la Vergine del Buon Consiglio. Il parroco Laudiero fece eliminare le tele e colloco’ il simulacro di San Marco al posto dell’icona  maggiore, facendo murare alla base della nicchia il paliotto marmoreo dell’altare ottocentesco. A carnosi capitelli seicenteschi e la sinuosa incorniciatura in stucco al centro della parete, elemento  singolare del presbiterio e’ la cupoletta fortemente ellittica, spiccata da un sottile e avvolgente  cornicionciono. Ogni lato della navata risulta scandito da quattro archi in muratura fra piatte lesene con capitelli  compositi in stucco; qui gli archi sono impreziositi da una decorazione a fronde e cartocci che al  ma aggettante cornicione, si aprono eleganti finestre con architrave curvo mistilineo. Lo spazio della parete delimitato dagli archi sul lato destro alloggia altari ottocenteschi sovrastati da  eleganti cornici in stucco di linee barocche che, in origine, dovettero alloggiare tele mentre ora  ospitano statue in legno o cartapesta, queste ultime dei primi anni del nostro secolo. Il lato sinistro che per ragioni di simmetria aveva un‘identica scansione, mostra ora delle cappelle  laterali ricavate all’interno degli archi. Sul muro di fondo di questi ambienti ottocenteschi sono  posti ancora altari e nicchie con statue di santi.  Fino al 1957 la chiesa era coperta da un tetto a falde inclinate su capriate in legno che sostenevano  una cotrosoffittatura a cassettonato con borchie indorate, risalenti al XVII secolo. Per il cattivo stato di conservazione questa soffittatura assieme all’originaria copertura, fu sostituita  da un solaio piano sul quale nel 1965, il parroco Laudiero fece eseguire le attuali decorazioni a

tempera. La balconata del coro, posta sopra l’ingresso, e’ opera recente e risale alla meta’ degli anni ’50; la  precedente cantoria, andata distrutta, era in legno e mostrava un organo a canne ora perso. Il pavimento dell’intera chiesa, in marmi bianchi, e’ stato fatto eseguire nel 1979 dall’attuale  parroco Giuseppe Delle Cave in sostituzione di un pavimento in marmettoni a scaglie colorate che a  sua volta ha preso il posto del primo pavimento che mostrava al centro tre botole per le sepolture.

       

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