'SETTEMBRE AL BORGO' CON I GRANDI NOMI

 

'Settembre al Borgo', la rassegna teatrale giunta alla sua XXXII edizione, per il secondo anno sotto la direzione artistica di Giuliana De Sio, ha visto alternarsi nelle suggestive cornici del Teatro della Torre e nella piazza del borgo di Caserta vecchia, artisti di gran nome, star di assoluta grandezza, campioni consacrati del mondo dello spettacolo, assieme a giovani e meno giovani promesse del cabaret nazionale, reduci dai successi del programma televisivo 'Zelig' (noto locale milanese, culla di numerosi cabarettisti).

Le presenze dei vari Elio e le Storie Tese, dell'ebreo errante Moni Ovadia, dello chansonnier per eccellenza Paolo Conte, del sempre caustico Beppe Grillo e del premio Nobel Dario Fo, accanto ad un omaggio a Pier Paolo Pasolini, accomunate e sintetizzate dal sottotitolo della manifestazione, 'Animali da Palcoscenico', hanno regalato interesse e charme alla più vecchia delle rassegne teatrali campane.

Beppe Grillo, come sempre, ha puntato il dito contro le nefandezze e gli orrori della politica, ma anche della gente comune, preda oramai di falsi miti e falsi obiettivi. La mancanza assoluta di volontà politica relativa all'utilizzo di fonti di energie alternative ai carbon-fossili, ad esempio, è lo spunto per sottolineare l'altrettanto grande ignoranza della massa su questo argomento, importante punto di snodo per la diminuzione dell'inquinamento atmosferico.

Con le sue maniere, Grillo fa ridere ma anche riflettere, in un'epoca di vanità e superficialità imperante. Così come riflettere ma soprattutto emozionare fa Laura Betti, musa da tempi non sospetti di Pasolini, che dà voce e corpo a 'Una Disperata Vitalità', lettura-spettacolo nella quale la poesia dell'autore si intreccia con un autobiografismo disperato e lancinante.

Pasolini è quell'intellettuale di spessore che manca come l'aria ai nostri giorni, ma il grido d'amore per la vita, pur nella sua tragica dimensione poetica, continua ad essere presente tra noi ed evocativo, grazie ad attrici profonde e bravissime con Laura Betti.

GIOVANNI MEOLA

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'UNA CITTA' TEATRALE : BENEVENTO'  

Per la XXIIIa volta Benevento ha aperto i battenti e ha ospitato una delle più importanti rassegne teatrali d'Italia, 'Benevento Città Spettacolo'.

L'ha fatto ancora una volta con la direzione artistica di Maurizio Costanzo e il coordinamento a cura dell'ottimo critico teatrale Rodolfo Di Giammarco.

Anche quest'anno la rassegna si divideva in diverse sezioni, nel tentativo di dare spazio alle diverse anime di un mondo composito e articolato come quello teatrale.

L'inaugurazione è stata affidata ad un'artista ormai consacrata da tempo nel campo del musical, Amii Stewart, che con la regia di Romeo Piparo (affermato e bravo regista di altri allestimenti musicali, tra i quali vanno ricordati di sicuro 'Evita' e 'Jesus Christ Superstar') ha dato vita a 'Lady Day', incentrato sulla figura della mitica Billie Holiday, la cantante maledetta morta a soli 45 anni, considerata la più grande voce di sempre del blues.

L'ottima resa della Stewart non è riuscita però a compensare delle strane incertezze registi che, ma soprattutto il testo didascalico e poco incisivo. Tuttavia l'allestimento era solo un'anteprima del musical definitivo che dovrebbe vedere la luce tra qualche mese.

Uno sguardo invece più che interessante sull'altro teatro, quello dei piccoli ma significativi allestimenti, poveri nei mezzi, ma ricchi di trovate ed energia.

'mPalermu', per la regia di Emma Dante, è la vicenda surreale di una famiglia palermitana che non riesce ad uscire di casa ; il segreto della splendida riuscita dello spettacolo è nella mescola tra teatro di improvvisazione e trovate registiche, che crea un registro altro sul quale il dialetto e gli attori intervengono magistralmente.

'Fabbrica', invece, scritto, diretto e interpretato da Ascanio Celestini appartiene alla categoria del racconto teatrale, anche se Celestini sviluppa il discorso narrativo su un piano più segnatamente surreale, ricorrendo ad una storia zeppa di riferimenti storici per costruire una vicenda fittizia : la fabbrica come incubatrice di esseri umani di diversa fattura e spessore, madre e matrigna, benevola e assassina.

La prosa incespicante e l'aria indifesa del suo interprete regalano allo spettacolo un'atmosfera che difficilmente si dimentica. 

GIOVANNI MEOLA

 

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